Le conoscenze degli antichi: 4.0

Lo scorso autunno ho ricevuto un grande regalo: mi è stata data la possibilità di compiere alcune ricerche su un gruppo specifico di Boscimani. Sto parlando degli Ju/Hoansi. Questo termine viene utilizzato proprio dal popolo stesso per riferirsi a se stessi e nella loro lingua significa “tu= i boscimani”. 

I San hanno una storia antichissima, popolano l'Africa meridionale da circa cinquantamila anni ed è facile immaginare quanta cultura si sia accumulata e a quanti cambiamenti siano andati incontro. Un esempio è la lingua: se facciamo riferimento alle lingue indoeuropee, esse hanno un’origine comune circa a 7000 anni fa. fa. Le lingue dei boscimani differiscono tra loro molto più di quanto lo facciano facciano l’Inglese e il Sanscrito. E’ anche possibile che molte lingue si siano sviluppate e si siano nel tempo estinte (un po' come il latino, per noi). Un capitolo a sé dovrebbe essere dedicato alla fonetica della lingua, così particolare che per noi è davvero complesso anche solo provare a riprodurre: tra i suoni si trovano i cosiddetti "click" suoni prodotti tra il palato e la lingua e che ampliano di tantissimo le possibilità comunicative.  Questo aspetto, quello linguistico, è così particolare che dovremmo dedicare una serie di approfondimenti proprio su questo. I San, come abbiamo detto, hanno una storia antichissima e strettamente legata ai territori in cui abitano e hanno abitato. In alcuni casi fanno ancora riferimento alla caccia come primaria tecnologia di sussistenza, altri, invece, sono entrati già tempo a contatto con l'allevamento e hanno imparato a praticarlo. 

Perché oggi parliamo di Ju/Hoansi? Perché sul numero di Science del 13 Giugno 2024 è stato pubblicato un articolo intitolato: "SIGNS OF SCIENCE: CyberTracker, software developed in collaboration with Indigenous trackers, is enabling almost anyone to collect complex biodiversity data".

In questo lavoro viene descritta una applicazione, Cyber Tracker, che nel corso degli anni è stata utilizzata ed ampliata proprio grazie all'intervento dei cacciatori e degli esperti in tracce animali. Nello specifico, in questo articolo, si fa riferimento proprio ad un maestro di tracce, /Ui G/Aqo che in pochi segni sul terreno riesce a riconoscere non solo gli animali che li hanno lasciati, ma anche l'azione, l'atto in sé. Grazie alla sua esperienza e a quella dei suoi antenati da un'immagine è in grado di ricostruire l'intera trama del film. La App, implementata con una versione su Cloud dal 2023, è stata anche testata e migliorata dagli Ju/Hoansi che sono stati coinvolti nel progetto. Le conoscenze di generazioni hanno preso una nuova vita in una app che ha scopi scientifici, di ricerca e di conservazione. Il suo uso permette di avere più dati e di ampliare le conoscenze sugli areali degli animali e compiere scelte consapevoli da parte di investitori, allevatori e governi. 

Il sapere, tramandato per cinquantamila anni, diventa integrato con le conoscenze scientifiche e prende nuova voce. Citando una frase dell'articolo "Grazie a CyberTracker, /Ukxa Qam dice [un esponente Ju/Hoansi] le persone vedono la nostra cultura e imparano da essa”.

Non possiamo fare finta che il mondo non stia cambiando, che la tecnologia penetri anche nei posti più remoti del pianeta (mi riferisco alla foresta amazzonica brasiliana e la questione di internet a disposizione dei Marubo): siamo sinceri e obiettivi, le strumentazioni tecnologiche si sono sempre espanse e siamo stati ciclicamente di fronte e cambiamenti di paradigma non indifferenti. Non parlo di internet, parlo del fuoco, parlo della ruota, della scrittura. Mi riferisco a quelle grandi scoperte o invenzioni che hanno in un primo momento cancellato tutto e hanno fatto sembrare il passato, una perdita di tempo. Eppure, dopo l'hype iniziale l'umanità ha integrato il passato con il presente, prendendo il  buono da entrambi, buono darwinianamente parlando, ovvero ciò che era efficace in quel determinato spazio e in quello specifico tempo. Anche l'utile o l'inutile lo sono se in un contesto specifico. 

Grazie a progetti come Cyber Tracker riusciamo a rendere visibile al mondo intero una cultura e una conoscenza altrimenti isolata, ignota ai più. Proprio quest'anno ho approfondito alcune tematiche legate alle etno-matematiche, ovvero quelle branche della matematica che affrontano metodi diversi dal nostro, ma che arrivano agli stessi risultati. Conoscenze diverse, in contesti alternativi non sono che arricchenti e sarebbe un peccato perderle, dimenticarle per sempre.

Soprattutto quando parliamo di culture indigene, spesso a rischio di sparizione per via della globalizzazione, penso non si debba fare troppo i radical chic, ma accogliere tutte le possibilità per mantenerle non solo come tradizioni di un tempo che fu, ma vive e attive, anche se in parte si deve scendere a patti con quel desiderio del "non so che di selvaggio e primitivo". Accettiamo e accogliamo il cambiamento, cambiamento al quale siamo e andiamo incontro anche noi tutti i giorni, ma che forse percepiamo meno.

Il progetto di Cyber Tracker nasce dall'idea del Prof. Liebenberg e se avete voglia di approfondire vi consiglio di curiosare sul sito del progetto e scaricare alcuni libri gratuiti in cui Liebenberg parte dalla abilità nel seguire le tracce e arriva allo sviluppo del metodo scientifico. Lettura che mi prometto di fare nei prossimi giorni e riassumere qui sul blog.

La versione audio di questo post la trovate al seguente link:



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