STEM!
Secondo giorno della World Space Week!
Oggi vorrei approfondire un acronimo che abbiamo incontrato ieri per la prima volta: STEM
Science (scienze)
Technology (tecnologia)
Engineering (ingegneria)
Mathematics (matematica)
In Italia i laureati in materie Stem sono il 24,7%, meno rispetto alla Francia (26,8%), alla Spagna (27,5%) e alla Germania (32,2%). Tra il 2015 e il 2020 il numero di ragazzi che ha scelto una facoltà Stem è cresciuto (7,8%) più velocemente rispetto a quello delle ragazze (6,9%). Inoltre, se a livello europeo il percorso tecnico-scientifico è scelto da 1 donna su 3, in Italia solo 1 donna su 5 si iscrive a percorsi universitari Stem, rispetto a 2 ogni 5 uomini. Dal punto di vista del rendimento però, il 50% delle donne completa il corso di studi, contro un 48% degli uomini (ingegneria). Infine, il mondo del mercato del lavoro occupa più uomini e li paga meglio.
Il mondo della ricerca aerospaziale si situa proprio nell'ambito delle STEM e la WSW con la sua tematica dedicata alle donne vuole gettare luce sia sulle problematiche che abbiamo sottolineato sopra, sia mira a promuovere la partecipazione attiva delle donne in questo ambito.
Come possiamo cercare di superare questo gap, questa differenza?
Possiamo partire dai giocattoli: ancora, seppur più rari che negli anni 90, sono presenti giocattoli solo per bambini (macchinine, Lego) e giocattoli solo per bambine (bambole, ammenicoli per la casa). Questa differenziazione non fa altro che aumentare ancora di più l'idea che esistano mestieri da uomo e mestieri da donna, professioni alle quali un sesso può accedere e uno no.
E' proprio attraverso i giocattoli che possiamo abbattere gli stereotipi di genere: in questi giorni l'azienda della Barbie ha commercializzato una Barbie versione Samantha Cristoforetti, la nostra prima astronauta italiana.
Non più Barbie shopping, Barbie dal parrucchiere, ma Barbie astronauta, perchè tutti, bambini e bambine, possono e devono sognare un futuro tra le stelle.
Dati su STEM da Il Sole 24 Ore
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